Bozza Permanente e Provvisoria di Manifesto
Contro Tv: per qualcosa di migliore della TV
- 1. Noi riteniamo che la vita delle società in cui predomina il capitalismo avanzato non sia altro che un’immensa accumulazione di televisioni, di immagini alienate che ci sottomettono e alle quali ci sottomettiamo.
- 2. Noi siamo convinti che la televisione non sia altro che la punta dell’iceberg del modo di produzione capitalistico che isola gli individui gli uni dagli altri per poter continuare ad esistere e a vendere oggetti inutili per bisogni inesistenti.
- 3. Noi crediamo che i rapporti umani debbano avere la passione per fondamento, non la televisione.
- 4. Noi pensiamo che lottare contro la televisione significhi credere nella realtà e negli uomini, nel sesso e nel progresso, nella bellezza e nella poesia.
- 5. Noi siamo cosmopoliti, non crediamo nei confini e nei limiti geografici e negli infiniti razzismi che essi portano con sé.
- 6. Noi vogliamo distruggere la paura e la solitudine e costruire nuove forme di vita e di comunità.
- 7. Noi crediamo nella catarsi e nel donarsi, nell’amicizia e nell’antipatia, nell’impegno, il sostegno e l’abbandono, nella sincerità e nelle libagioni, nella memoria e l’immaginazione.
- 8. Noi pensiamo che il mondo vada cambiato.
- 9. Noi vogliamo che questo cambiamento porti a una liberazione della società e della vita in cui siamo costretti.
- 10. Noi sappiamo che un simile cambiamento è realmente possibile.
Storia: ControTv nasce a Pisa nell’ottobre 2008 nel periodo dell’Onda contro la legge 133 con il seguente manifesto
VOGLIONO SPEGNERE LA CULTURA, NOI SPEGNEREMO L’IGNORANZA
Dobbiamo prendere atto di una realtà: l’ analfabetismo civile della società italiana è un fenomeno gravissimo. E non è per caso che lo scontro sociale si sta riaccendendo intorno alla scuola. I giovani, le famiglie, gli insegnanti stanno prendendo coscienza di quello che li aspetta: una scuola pubblica pesantemente impoverita nei servizi, nel personale, negli edifici e nelle attrezzature. A cui si aggiunge una università di infimo livello, fabbrica di lauree ridicole e di docenti senza qualità. Il tempo è giudicato maturo da chi comanda per liquidare la pesante struttura della scuola pubblica e per affiancare all’ università pubblica in via di smantellamento fondazioni private capaci di velocizzare la fornitura del personale tecnicamente preparato e civilmente incolto richiesto dal sistema produttivo.
Per combattere tutto questo
SPEGNIAMO LA TELEVISIONE
Scioperi, manifestazioni e occupazioni stanno rallentando questo progetto criminale, ma temiamo che non siano sufficienti a fermarlo. Questi strumenti di lotta sociale devono essere affiancati da nuove armi adeguate alla società contemporanea.
Pretendere di vincere questo conflitto combattendo con delle armi paleo-industriali, e’ come combattere con arco e frecce contro mitra e bazooka.
Se tutte le persone coinvolte nella mobilitazione spegnessero le loro televisioni, riuscirebbero a fermare il processo di imbarbarimento della nostra società.
